Geologia Ambientale

L’ambiente geologico è un sottoinsieme dell’ambiente in cui viviamo ...

Il termine geologia ambientale indica le metodologie di indagine e di interpretazione utili alla protezione della sfera antropica e in genere della biosfera che alberga sul pianeta Terra.

Più specificatamente, la disciplina si occupa delle alterazioni fisico-chimiche causate dalle attività industriali e delle pratiche agricole che incidono sul suolo e il sottosuolo (terreni e falde idriche)

L’ambiente geologico, comunque, può avere anche ruolo “attivo” nel causare problemi alla salute: anche un contesto geochimico naturale e incontaminato può essere pericoloso per l’uomo; tanto che, da qualche tempo, alla geologia ambientale si è affiancata un’altra materia specializzata: la geologia sanitaria.

Rientrano nella Geologia Ambientale le indagini sull’inquinamento del sottosuolo, la progettazione degli interventi di bonifica, la pianificazione territoriale; in quest’ultimo caso le metodiche geo-ambientali servono a delimitare le zone che comportano pericolo per la salute e l’incolumità degli abitanti (frane, zone di liquefazione sismica, aree industriali dismesse, presenza di agenti nocivi naturali, ecc.).

Su siti potenzialmente contaminati, GEOpraxis è in grado di eseguire le indagini preliminari, di programmare le indagini di approfondimento, di eseguire campionamenti e di gestire la campagna di caratterizzazione seguendo la normativa in atto e le linee guida più aggiornate.

Alcuni contesti di applicazione:

- acquisto/vendita di terreni: nelle transazioni immobiliari di terreni è bene accertarsi che esse non siano state inquinate da attività industriali, discariche di rifiuti o di particolari pratiche agricole. In caso di inquinamento accertato, infatti, ne risponde in primo luogo il proprietario anche se non è stato lui a causare la contaminazione; può al più rivalersi sul proprietario precedente se ci sono motivi di ritenere che questi possa aver esercitato attività potenzialmente inquinanti e non abbia mai avviato indagini o pratiche di decontaminazione.

- sversamenti accidentali: possono avvenire per incidenti stradali, rotture di cisterne o depositi di liquidi contaminanti; in questi casi occorre segnalare l’evento agli enti di controllo e contestualmente rimuovere o limitare il più possibile la fonte di inquinamento. Successivamente si deve avviare una campagna di caratterizzazione e monitoraggio e sulla base dei risultati progettare una eventuale bonifica.

- due diligence: quando su un sito industriale in attività si vuole ottenere la certificazione ambientale.

- nuovi insediamenti produttivi o infrastrutturali: si fanno le indagini per stabilire il cosiddetto “bianco”, ovvero la situazione di partenza su cui si inserisce la nuova attività in modo da valutarne, per differenza, l’impatto effettivo.

-  cambio di destinazione d’uso di un’area: quando, ad esempio in caso di pianificazione urbanistica, si vuole “riciclare” come residenziale un’area che prima era industriale; a volte può essere sufficiente uno screening per decidere se l’operazione è praticabile o se conviene passare a una bonifica previa fase di approfondimento.